Investimenti

Oro, secondo la Bce è la seconda riserva globale dopo il dollaro

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Secondo l’ultimo rapporto della Bce, l’oro ha riconquistato un ruolo strategico nel sistema finanziario globale e oggi rappresenta la seconda riserva ufficiale per valore di mercato, superando l’euro e posizionandosi subito dopo il dollaro statunitense.

Oro: da copertura anti inflazione a barometro geopolitico

Nel 2024, il prezzo dell’oro è aumentato del 30%, seguito da un ulteriore +30% nei primi mesi del 2025, toccando brevemente un massimo storico nominale di 3.500 dollari per oncia nel mese di aprile. Questo rally non è solo un fenomeno tecnico o legato all’inflazione: rappresenta una rivalutazione complessiva del ruolo dell’oro in un contesto globale sempre più instabile.

Un esempio recente di questo trend si è verificato con l’impennata dei futures sull’oro dopo lo scontro militare tra Israele e Iran, confermando la funzione dell’oro come copertura geopolitica.

Tradizionalmente, l’oro è stato influenzato da tassi d’interesse reali e aspettative inflazionistiche. Tra il 2008 e l’inizio del 2022, la correlazione negativa tra oro e rendimenti reali lo rendeva una copertura affidabile in periodi di tassi bassi o inflazione elevata. Tuttavia, dall’invasione russa dell’Ucraina in poi, questo legame si è indebolito.

Nonostante rendimenti reali stabili o in crescita, l’oro ha continuato a salire, suggerendo che la sua valutazione è sempre più influenzata da fattori non monetari, come rischi geopolitici, diversificazione delle riserve e strategie di elusione delle sanzioni.

Questa trasformazione riflette un cambio di prospettiva da parte di banche centrali e investitori. L’oro viene oggi considerato non solo come scudo contro l’inflazione, ma anche come bene rifugio privo di rischio controparte. In un’epoca di frammentazione geopolitica e finanza “armata”, l’oro offre una sicurezza che altre riserve non garantiscono.

Di conseguenza, i tradizionali modelli di valutazione basati sui costi opportunità o sui rendimenti reali non riescono più a spiegare appieno la forza dell’oro. Sempre più, esso si comporta come un asset assicurativo globale, apprezzato per la sua liquidità sovrana e la sua storica affidabilità in tempi di crisi.

Banche Centrali spingono la domanda

Il motore principale della crescita dell’oro sono stati gli acquisti delle banche centrali. Nel 2024, queste hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate di oro—il doppio della media del decennio precedente—portando le riserve ufficiali globali a 36.000 tonnellate, vicine al picco storico di 38.000 tonnellate registrato nel 1965, durante l’era di Bretton Woods.

Valutate ai prezzi attuali di mercato, queste riserve hanno portato la quota dell’oro nelle riserve globali di valuta estera al 20%, superando per la prima volta il 16% dell’euro, secondo quanto rilevato dalla BCE. Questo cambiamento non è frutto della speculazione, ma di una strategia deliberata e continuativa di riallocazione da parte delle banche centrali.

Protagonisti: Cina, Turchia e India

La nuova ondata di acquisti è guidata in gran parte dai mercati emergenti, in particolare Cina, Turchia e India, che insieme hanno aggiunto oltre 600 tonnellate di oro dal 2021. Il loro obiettivo è ridurre il rischio legato alle valute di riserva occidentali e ai sistemi giuridici ad esse associati.

Un sondaggio del World Gold Council, realizzato all’inizio del 2024, aiuta a comprendere le motivazioni di queste scelte. Due terzi delle banche centrali citano la diversificazione come motivo principale. Tuttavia, il 40% ha indicato il rischio geopolitico e la volontà di proteggere le riserve da eventuali sanzioni o pressioni politiche.

Nei paesi emergenti e in via di sviluppo, uno su quattro ha esplicitamente collegato la propria strategia sull’oro alla necessità di proteggersi da possibili sanzioni o mutamenti nell’ordine monetario globale. In effetti, metà dei dieci maggiori aumenti annui nella quota d’oro delle riserve dal 1999 è avvenuta dopo l’imposizione di sanzioni ai paesi coinvolti. L’oro, dunque, si conferma come asset sicuro e libero da rischi politici.