Petrolio rifiata dopo il balzo del 4% su minacce Iran
Il petrolio ha registrato un aumento del 4%, salvo poi ritracciare stamani, in scia alle tensioni nel Medio Oriente e gli sviluppi nella politica commerciale degli Stati Uniti. Il Brent scambia a 69,25 dollari al barile, il Wti a 67,7$.
Gli Usa hanno ordinato ad alcuni membri dello staff di lasciare l’ambasciata in Iraq e hanno permesso alle famiglie dei membri del servizio militare di lasciare il Medio Oriente, in seguito alla minaccia dell’Iran di colpire le basi statunitensi nella regione.
Intanto, il presidente Donald Trump ha in programma di inviare lettere ai partner commerciali nelle prossime una/due settimane per stabilire tariffe unilaterali. Questo ha attenuato l’appetito per gli asset rischiosi e ha fatto perdere terreno a Wall Street.
Breaking news
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale