Italia: Pmi servizi e composito crescono inaspettatamente a maggio
L’Indice PMI Servizi in Italia ha segnato un lieve aumento a maggio, toccando il valore di 53,2 punti da 52,9 di aprile. Questo rappresenta il sesto mese di fila in cui si registra una crescita dell’attività, confermando la tendenza di forte espansione del settore terziario nel paese. La velocità di questa espansione è stata la più elevata quasi in un anno, grazie ad un incremento nella domanda e un corrispondente aumento dei nuovi ordini.
Parallelamente, l’Indice PMI Composito ha registrato un aumento, passando da 52,1 di aprile a 52,5 a maggio. Questo segna il quarto mese consecutivo di crescita per il settore privato italiano, sottolineando una continua espansione economica nel paese.
Le attese del consensus di Bloomberg si attestavano rispettivamente a 52,0 e 51,4 punti.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play