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Assumere rischi misurati sul mercato obbligazionario: la ricetta di MFS per navigare le maree dell’incertezza USA

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In un contesto dominato da crescita economica resiliente, disinflazione graduale e rischi significativi legati alla politica commerciale statunitense, il team di MFS Investment Management adotta un approccio cauto e selettivo nella gestione dell’U.S. Total Return Bond Fund. Ne abbiamo parlato con Robert Hall, Fixed Income Institutional Portfolio Manager della casa di gestione americana, per approfondire le scelte strategiche in termini di duration, allocazione settoriale e outlook sul rendimento.

Qual è la strategia del Total Return Bond Fund nel contesto attuale?

“In termini di costruzione del portafoglio, il nostro posizionamento attuale è il più difensivo che abbiamo avuto nell’ultimo decennio”, spiega Robert Hall. Il fondo MFS U.S. Total Return Bond, ancorato al benchmark Bloomberg U.S. Aggregate Bond Index, presenta attualmente un’esposizione contenuta ai mercati a maggior rischio, con una duration effettiva media di 6 anni. “La duration è neutrale rispetto al benchmark; stiamo evitando di assumere rischi di duration attiva o sulla curva dei rendimenti dato l’attuale alto livello di incertezza nel mercato. La nostra gestione del rischio segue tre dimensioni: fondamentali macroeconomici, tecnici di mercato (domanda/offerta di obbligazioni) e valutazioni relative. Il contesto tecnico è stato favorevole finora, con forte domanda per le nuove emissioni, ma stiamo notando un leggero deterioramento delle condizioni nelle ultime settimane. L’imprevedibilità legata a nuovi dazi e alle tensioni commerciali suggerisce un approccio prudente, soprattutto perché l’incertezza non si riflette pienamente negli spread del credito, in particolare in alcuni segmenti di imprese investment grade. Sebbene i fondamentali negli USA siano solidi in questo momento, MFS sta adottando una posizione atletica, pronta a cogliere le opportunità quando si presentano, con un focus sul mantenimento della liquidità per capitalizzare le dislocazioni del mercato”.

Perché privilegiate l’investment grade rispetto all’high yield, e cosa vi farebbe cambiare view?

“Al momento siamo molto selettivi nei nostri acquisti di obbligazioni investment grade, pur riconoscendo che gli spread rimangono a livelli storicamente bassi. Lo spread sugli investment grade USA è intorno ai 94 basis point, molto al di sotto della media storica (120 bps), segno che i mercati stanno prezzando uno scenario troppo favorevole. Il fondo si concentra principalmente sui titoli investment grade, ma investe tatticamente anche in titoli high yield, in questo momento siamo vicini ai minimi della nostra esposizione storica in ciascun settore. Tuttavia, riconosciamo che i crediti low-rated potrebbero essere maggiormente penalizzati nel caso estremo di un rallentamento significativo della crescita statunitense a seguito di decisioni in materia commerciale o di altri sviluppi geopolitici”.

Qual è la vostra aspettativa di rendimento a 12 mesi per il fondo, dati gli attuali livelli di yield?

“Riteniamo che lo yield-to-worst sia spesso indicativo del potenziale rendimento a lungo termine di un portafoglio obbligazionario, dato che la maggior parte della performance delle obbligazioni deriva dalla componente di reddito. L’attuale yield-to-worst del portafoglio è intorno al 5%. Spesso può essere difficile fare delle proiezioni sulla performance a breve termine, ma considerata la nostra posizione prudente e la qualità media elevata dei titoli (AA-/A+), riteniamo che il rendimento atteso a lungo termine possa allinearsi a quel livello, salvo sorprese macro o di politica monetaria. Non puntiamo a rincorrere il beta di mercato, ma a generare alpha in modo selettivo e attraverso una gestione attiva del rischio. Il nostro obiettivo è fornire un profilo di rischio- rendimento solido e consistente nel tempo, soprattutto in fasi di incertezza come quella attuale. È importante sottolineare che le opportunità di apprezzamento del capitale possono influenzare i risultati complessivi, ma nel lungo periodo è la componente di yield che determina la maggior parte del ritorno. Consideriamo gli spread attuali decisamente ricchi. Cercheremmo di ampliarli in modo significativo prima di cercare attivamente di acquistare, ma teniamo sempre d’occhio le opportunità di riallocazione tattica in caso di shock di mercato”.

Quali opportunità vedete oggi nel comparto delle obbligazioni?

“Il comparto cartolarizzato resta uno dei nostri principali ambiti di interesse. Siamo particolarmente attivi su CLO, CMBS e RMBS, che offrono rendimenti interessanti rispetto ad altri segmenti a parità di rischio. Nel portafoglio, le obbligazioni cartolarizzate rappresentano oltre il 33% (contro il 26,8% del benchmark), con un focus su strutture di alta qualità e liquidità. Il nostro approccio rimane molto selettivo, ma riteniamo che, in un contesto di mercato dove le valutazioni sono elevate altrove, queste asset class offrano ancora buone opportunità di alpha. Vediamo un buon valore relativo nei mercati del debito strutturato, come i CLO, mentre l’;obiettivo primario rispetto a MBS e Treasury Bonds, è di garantire che il portafoglio abbia sufficiente liquidità. Il fondo Total Return Bond è particolarmente interessato ai CLO garantiti da prestiti su immobili multifamiliari, dove i fondamentali sono forti a causa della forte domanda abitativa e dell’offerta limitata di alloggi negli USA. MFS privilegia tranches senior di qualità elevata, come le AA, dove è possibile ottenere una combinazione di sicurezza, rendimento e self-liquidation. Ci piacciono strutture di alta qualità con solide garanzie: investiamo in strumenti che si posizionano in cima alla struttura del capitale e che offrono un potenziale rischio/rendimento più interessante rispetto a molti altri bond”.

Insomma, il posizionamento attuale dell’U.S. Total Return Bond Fund riflette una visione prudente ma pronta a cogliere opportunità selettive. In un contesto di crescita robusta ma potenzialmente vulnerabile, spread contenuti e incertezza geopolitica, l’attenzione alla qualità e alla gestione attiva resta la bussola strategica per il Portfolio Management Team di MFS IM.