Al via l’edizione 2025 del Festival promosso da ASviS. Il Rapporto di primavera denuncia: “L’Italia non è sulla traiettoria giusta per centrare gli SDGs”. Ma il falso dilemma tra sostenibilità e competitività può essere superato. E con “Voci sul futuro” si ridà spazio a pensiero, cultura e media.
È cominciata oggi l’edizione 2025 del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – con l’obiettivo di promuovere un confronto diffuso sul futuro dell’Italia e del pianeta. In apertura, la presentazione del Rapporto di primavera, intitolato provocatoriamente “Sostenibilità o competitività: un falso dilemma”, che accende i riflettori su un nodo cruciale del dibattito economico e politico: davvero è necessario scegliere tra crescita e transizione ecologica?
La risposta dell’ASviS è chiara: no. Anzi, ignorare l’urgenza delle trasformazioni sostenibili rischia di indebolire la competitività dell’Italia nel medio e lungo periodo. Il documento, articolato in sei capitoli, mostra infatti come la sostenibilità – se ben governata – possa diventare un motore di sviluppo e di innovazione, non un ostacolo.
In ritardo su clima, disuguaglianze e governance
Il Rapporto evidenzia che l’Italia non è sulla giusta traiettoria per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Dall’analisi dell’ASviS emerge una preoccupante stagnazione, o addirittura regressione, in settori chiave come il contrasto alla povertà, la lotta al cambiamento climatico, l’efficienza della pubblica amministrazione e la qualità dell’istruzione.
Tra i principali ostacoli: la mancanza di coerenza delle politiche pubbliche, una visione di breve termine che ostacola la programmazione strategica e le carenze nei sistemi di monitoraggio. Si denuncia inoltre un deficit strutturale nella capacità di spesa dei fondi europei, in particolare del PNRR, e un rallentamento degli investimenti nella transizione verde e digitale .
Sostenibilità come leva di competitività
Ma la parte più innovativa del rapporto sta nella decostruzione del binomio “competitività contro sostenibilità”. L’ASviS propone una visione alternativa, fondata sul concetto di competitività sostenibile, in cui la transizione ecologica e digitale non solo non sono un freno allo sviluppo, ma ne rappresentano il presupposto.
In particolare, si sottolinea come le imprese che investono in tecnologie green e in modelli di governance responsabile tendano a performare meglio anche sui mercati globali. E come l’Europa, con il Green Deal, abbia già tracciato una rotta da seguire, che l’Italia non può permettersi di ignorare.
“Voci sul futuro” accende il dibattito
Tra le iniziative di spicco dell’edizione 2025 c’è anche “Voci sul futuro”, il ciclo di dialoghi organizzato da ASviS con l’agenzia ANSA, che fino al 23 maggio porta quotidianamente sui canali digitali del Festival i contributi di rappresentanti del mondo dell’economia, dell’arte, della cultura e delle istituzioni.
Un palinsesto pensato per esplorare i grandi temi della transizione sostenibile da una prospettiva culturale e sociale, coinvolgendo scrittori, giornalisti, economisti, scienziati e protagonisti della società civile. L’obiettivo: stimolare un pensiero critico e consapevole, che sappia andare oltre la cronaca quotidiana e immaginare traiettorie possibili per un futuro più equo e resiliente. Una sfida che riguarda tutti: istituzioni, imprese, media e cittadini.