TSMC: fatturato in crescita del 42% nel trimestre
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co, meglio conosciuta come TSMC, ha annunciato un’impennata del 42% del fatturato trimestrale, grazie alla crescente domanda di server per l’intelligenza artificiale e smartphone. Questo incremento fa riferimento al periodo precedente all’applicazione delle tariffe statunitensi, che si preannunciano come un potenziale ostacolo per il futuro.
Per i primi tre mesi del 2025, l’azienda ha riportato un fatturato di NT$839,25 miliardi, superando le aspettative degli analisti e mettendo in luce la solidità del suo posizionamento nel mercato globale. Tuttavia, l’ombra delle tariffe statunitensi e l’incertezza globale sollevano interrogativi sulla possibilità che TSMC debba rivedere al ribasso le sue previsioni di fatturato per l’intero anno.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play