Avvio in rosso a Piazza Affari e nel Vecchio Continente
Partenza in calo per le borse europee, inclusa Piazza Affari con il Ftse Mib in flessione dello 0,75% a 35.925 punti. Vendite in particolare su Prysmian (-5,2%), Stm (-2,4%) e Interpump (-1,9%), mentre avanzano le utilities Hera (+1,7%) e A2a (+0,8%).
A frenare il sentiment ha contributo la contrazione della produzione manifatturiera cinese, affiancata da una crescita dei servizi in rallentamento, alla vigilia delle festivitĂ per il Capodanno lunare. Negli Usa, i future sul settore tecnologico perdono terreno a causa dei timori legati al modello di intelligenza artificiale cinese DeepSeek, che minaccia il dominio delle big tech statunitensi.
Attesi in giornata l’indice Ifo tedesco, le vendite di nuove abitazioni negli Usa e le aste di Treasury a 2 e 5 anni. In settimana, focus sulle riunioni della Fed e della Bce, oltre al Pil Usa e dell’eurozona, il Pce core americano e l’inflazione tedesca.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si amplia oltre i 110 punti base, con il titolo italiano al 3,62% e quello tedesco al 2,51%.
Fra le materie prime, il petrolio Brent estende il declino scivolando a 77,2 dollari al barile mentre l’oro passa di mano a 2.752 dollari l’oncia. Sul forex, l’euro/dollaro arretra a 1,0465 e il dollaro/yen a 155,5. Fra le criptovalute, il Bitcoin buca oscilla intorno ai 99 mila dollari.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.