Sesa: nel FY 2024 ricavi a € 3,2 mld (+10,4%)
Sesa, attiva nell’innovazione tecnologica e nei servizi informatici e digitali per le imprese, annuncia i ricavi preliminari per l’esercizio al 30 aprile 2024, pari a 3,2 miliardi di euro (+10,4% a/a).
In attesa dei dati definitivi, che verranno approvati nel CdA del 18 luglio, i numeri preliminari mostrano una performance superiore a quella del mercato italiano dell’IT (+2,7%). La società, inoltre, aumenta la propria quota di mercato in tutti i settori di attività del Gruppo.
Nel FY 2024, il settore VAD (Value Added Distribution, che fa capo a Computer Gross) è cresciuto del +6,8%, l’SSI (Software and System Integration, che fa capo a Var Group) del +17,2% e i Business Services (che fanno capo a Base Digitale Group) del +35,2%.
Inoltre, nel quarto trimestre 2024 (febbraio-aprile), Sesa ha registrato ricavi per 815 milioni di euro (+11,4% vs Q4 2023).
Nel periodo 2012-2024 la società ha conseguito un track record di crescita continua di ricavi (CAGR +12,1%) ed occupati (CAGR +17,0%).
Al 30 aprile 2024 Sesa conta circa 5.700 dipendenti (+21% a/a), per oltre il 98% a tempo indeterminato. Vi sono stati 3.000 nuovi ingressi rispetto all’esercizio 2020, a seguito di fusioni e acquisizioni (oltre 60 M&A industriali bolt-on realizzati negli ultimi 5 anni, con un contributo di circa 2.500 risorse) e delle assunzioni interne, con 1.000 nuovi inserimenti nell’ultimo esercizio 2024, in prevalenza under 30 e con programmi di formazione focalizzati sulle principali aree dei trend digitali.
Sesa ha approvato anche il nuovo piano di welfare per l’anno 2024-25, ulteriormente rafforzato rispetto al precedente, con rinnovato focus su inclusione, education, sostenibilità e benessere delle persone e nuovi investimenti ed iniziative dedicate alle risorse under 30 (pari a circa il 25% del totale dei dipendenti al 30 aprile 2024).
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo