Piazza Affari positiva aspettando l’inflazione Usa
Avvio in modesto rialzo per le borse europee, in attesa del dato sull’inflazione americana, in uscita nel primo pomeriggio. A Piazza Affari, il Ftse Mib guadagna lo 0,4% in area 35.300 punti, con Bper (+1,6%), Saipem (+1,4%) e Banco Bpm (+1,3%) in luce mentre arretrano leggermente Banca Mediolanum (-0,8%) e Brunello Cucinelli (-0,6%).
Riflettori puntati sui prezzi al consumo statunitensi, all’indomani del dato superiore alle stime sui prezzi al consumo (ma con segnali di moderazioni nelle componenti chiave del Pce core) e ddelle dichiarazioni prudenti di Powell. Il presidente della Fed ha ribadito che probabilmente non ci si aspettava un’inflazione ancora così elevata e che saranno necessarie più prove di raffreddamento prima di procedere con i tagli dei tassi. In uscita oggi negli Usa anche le vendite al dettaglio e i dati sulle scorte di petrolio.
Sull’obbligazionario, intanto, lo spread Btp-Bund si mantiene in area 132 punti base con il decennale italiano al 3,84% e il Bund al 2,52%. Tra le materie prime, le quotazioni del greggio si mantengono in un range ristretto con il Brent a 83 dollari al barile. Sul Forex il cambio euro/dollaro ha superato quota 1,08 e il dollaro/yen si attesta a 156,3.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo