Avvio cauto a Piazza Affari, ancora in ribasso Stellantis
Partenza poco mossa per l’azionario europeo all’indomani della riunione della Fed. A Piazza Affari, il Ftse Mib apre sostanzialmente invariato in area 33.740 punti, con Amplifon (+2,8%) e Mps (+2,6%) in luce mentre arretra ancora Stellantis (-3,6%) dopo il tracollo (-10,1%) di martedì.
La banca centrale americana ha confermato i tassi e ha sostanzialmente escluso un aumento, ma Powell e colleghi potrebbero lasciare il costo del denaro su livelli restrittivi in mancanza di progressi sul fronte dell’inflazione.
In programma oggi i dati sul Pmi manifatturiero dell’Italia e le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa, oltre alla pubblicazione dell’outlook economico dell’Ocse. In uscita stasera anche i risultati di Apple.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce lievemente a 131 punti base, con il decennale italiano al 3,87% e il Bund al 2,55%.
Tra le materie prime, il petrolio Brent è sceso a 84 dollari al barile in scia all’aumento delle scorte americane, mentre l’oro è tornato a 2.310 dollari l’oncia.
Sul Forex il cambio euro/dollaro scambia poco sopra quota 1,07 e il dollaro/yen si è ridimensionato a 155,3 lasciando intendere un possibile intervento effettuato dalle autorità giapponesi per sostenere la valuta locale.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo