Piazza Affari cauta, Ftse Mib chiude a +0,14%
Chiusura poco mossa per Piazza Affari e le borse europee, che hanno eroso i guadagni iniziali malgrado l’avvio sopra la parità di Wall Street. Il Ftse Mib termina in frazionale rialzo (+0,14%) a 34.296 punti, con A2a (+4,6%) sostenuta dalla view di Kepler su un possibile upgrade della guidance 2024. Bene anche Iveco Group (+2,6%) ed Erg (+2,5%), mentre arretrano Unicredit (-1,2%) e Stm (-1,3%).
I dati sull’inflazione tedesca hanno evidenziato un dato annuo invariato al 2,2% e un indice armonizzato in aumento dal 2,3% al 2,4%. Anche in Spagna i prezzi al consumo hanno accelerato (3,3% a/a e 3,4% armonizzato), alla vigilia del dato complessivo dell’eurozona.
A Wall Street cresce l’attesa per la riunione della Fed e per la conferenza stampa di mercoledì del presidente Jerome Powell, dopo il Pce core di venerdì scorso (invariato al 2,8% annuo) e prima del rapporto sul mercato del lavoro in uscita questo venerdì. In programma anche i conti di Amazon e di Apple, rispettivamente domani e giovedì a mercati chiusi.
Sull’obbligazionario, spread Btp-Bund in lieve contrazione a 132 punti base, con il decennale italiano in calo al 3,84% e il Bund al 2,52%.
Tra le materie prime, il petrolio Brent scambia in area 87,3 dollari al barile e l’oro si attesta a 2.335 dollari l’oncia. Sul Forex il cambio euro/dollaro viaggia poco sopra 1,07 e il dollaro/yen ritraccia dopo aver toccato un picco di 160 yen per dollaro, con la valuta giapponese su nuovi minimi pluridecennali.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo