Corea del Sud: l’inflazione accelera il passo. Brutte notizie per la banca centrale, la prima a dire stop a rialzi tassi
Brutte notizie per la banca centrale della Corea del Sud, che è stata la prima banca centrale tra le principali al mondo a fermare il suo ciclo di strette monetarie, fermando i rialzi dei tassi precedentemente lanciati per contrastare l’inflazione già all’inizio del 2023.
Oggi dal fronte macro della Corea del Sud, è stato diffuso l’indice dei prezzi al consumo CPI del paese, tra i termometri più importanti per monitorare il trend dell’inflazione, relativo al mese di febbraio.
Il dato è salito del 3,1%, al di sopra del +2,8% di gennaio e oltre alla crescita pari a +2,9% attesa dal consensus degli analisti intervistati da Reuters. L’inflazione core è avanzata del 2,5%.
Alla fine di febbraio la Banca centrale della Corea del Sud ha lasciato i tassi di interesse invariati al 3,5% per la nona volta consecutiva.
Breaking news
Wall Street apre positiva, grazie anche agli ottimi risultati trimestrali di Micron Technology. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,70% a 52.226,35 punti, il Nasdaq avanza dello 0,93% a 25.703,90 punti e lo S&P 500 mette a segno un aumento dello 0,79% a 7.411,16 punti.
Il Bureau of Economic Analysis ha rivisto al rialzo la crescita del PIL statunitense per il primo trimestre del 2026, portandolo al 2,1% su base trimestrale. L’inflazione misurata attraverso il PCE price index è salita al 4,1% annuo. Questi dati dimostrano una ripresa più robusta rispetto alle previsioni iniziali.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese più del previsto, con una diminuzione di 12.000 unità nella settimana terminata il 20 giugno. Questo dato ha superato le aspettative del mercato, che prevedeva un calo a 223.000 richieste. Le cifre mostrano un aumento nel numero complessivo dei beneficiari.
JPMorgan Chase riorganizza la prima linea manageriale e nomina Jenn Piepszak nuova Chief Operating Officer. La manager assume il ruolo di numero due della maggiore banca statunitense, prendendo il posto di Daniel Pinto, che lascerà il gruppo alla fine del 2026 dopo oltre quarant’anni di carriera interna