Ford pronta a sfidare Tesla con nuovi veicoli elettrici economici
Ford Motor intende lanciare dei veicoli elettrici piccoli e a basso costo per frenare le perdite nel segmento EV e lanciare la sfida a Tesla e ai produttori automobilistici cinesi.
Ad annunciarlo è stato il Ceo Jim Farley, dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre che mostrano un Eps di 0,29 dollari, ben oltre i 13 centesimi previsti dagli analisti. Anche i ricavi, pari a 46 miliardi di dollari, hanno superato i 40,3 miliardi del consensus.
Farley ha dichiarato che Ford sta ricalibrando la sua strategia, abbandonando i grandi EV costosi, poiché i prezzi elevati rappresentano la barriera principale per convincere i possessori di automobili tradizionali a passare all’elettrico.
Per l’anno in corso, Ford prevede un utile operativo tra i 10 miliardi e i 12 miliardi di dollari, rispetto ai 10,4 miliardi del 2023. A novembre la società aveva abbassato la stima a 10-10,5 miliardi per via dello sciopero di sei settimane del sindacato United Auto Workers.
Per aumentare i profitti, il produttore di automobili prevede tagli ai costi per 2 miliardi di dollari, puntando su aree come materiali, trasporti e operazioni di produzione.
Ford ha anche annunciato un dividendo supplementare di 18 centesimi per azione, oltre al regolare dividendo trimestrale di 15 centesimi, entrambi in pagamento il 1° marzo.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo