Forex: oscillazioni per il cambio dollaro/yen
In giornata lo yen ha registrato un forte rialzo momentaneo rispetto al dollaro, destando particolare attenzione tra i trader, sempre all’erta per segnali di possibili interventi delle autorità giapponesi sulla valuta.
Durante la sessione odierna, il biglietto verde è sceso a 151,20 yen dopo aver toccato un massimo annuale a 151,92, mentre ora viaggia a 151,66 sulla valuta giapponese. La ragione di questa fluttuazione non è chiara.
Ricordiamo che, a settembre dello scorso anno, le autorità giapponesi hanno sostenuto lo yen per la prima volta dal 1990, quando la valuta era scesa a 145,89 rispetto al dollaro. Un ulteriore intervento è avvenuto a metà ottobre 2022, quando la moneta giapponese ha subito un ulteriore deprezzamento, raggiungendo un minimo storico di 32 anni a 151,94.
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Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.
Sotto la lente i numeri trimestrali di Oracle, ma soprattutto i piani spesa per AI