Tesla: titolo in calo del 18% dal giorno dei risultati
Le azioni di Tesla hanno perso quasi un quinto del loro valore in meno di due settimane. Dal 18 ottobre, prima dell’approvazione dei risultati del terzo trimestre 2023, le azioni della società di Elon Musk hanno subito un calo del 18,7% circa, rispetto al -3,6% dell’indice S&P 500 e al -4% del Nasdaq 100. Le vendite hanno bruciato oltre 140 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.
Ad alimentare il ribasso hanno contribuito i crescenti timori in merito ad un rallentamento della domanda di auto elettriche, dopo che il gigante dei veicoli elettrici ha ridimensionato le aspettative di crescita durante la conference call di commento ai conti. A questo sono seguiti diversi commenti preoccupanti da parte di produttori di automobili globali e analisti di Wall Street.
Inoltre, questa settimana, il produttore di batterie Panasonic Holdings e il chipmaker ON Semiconductor hanno sollevato ulteriori dubbi per l’industria dei veicoli elettrici. Gli avvertimenti hanno avuto un impatto sulle azioni in tutto il settore automobilistico statunitense, che sta anche affrontando le negoziazioni con i sindacati sui salari.
Per Tesla, gran parte delle prospettive dipende dalla capacità di mantenere la sua attuale posizione dominante nell’industria EV e i suoi margini di profitto, man mano che la domanda si attenua e i tagli aggressivi dei prezzi sembrano perdere la loro capacità di stimolo.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo