LVMH: risultati 3Q e assenza prospettive preoccupano gli analisti
LVMH ha annunciato i dati sui ricavi del terzo trimestre, che mostrano un aumento delle vendite su base organica del 9%, contro il +11,9% del consensus di Bloomberg.
In particolare, il colosso francese ha riportato un incremento organico delle vendite nel settore Moda & Pelletteria inferiore alle aspettative (+9% vs +11,2%). Questo dato, secondo gli analisti, potrebbe mettere sotto pressione l’intero settore del lusso.
Inoltre, gli analisti sono rimasti delusi dall’assenza di commenti sulle prospettive future da parte della società , proprietaria del marchio Louis Vuitton.
Barclays prevede un “rischio di pressione sugli utili nel breve termine e una crescita più debole nel 2024”.
Per Jefferies, LVMH ha delineato i “dettagli di un quadro di domanda in rallentamento”.
Bloomberg Intelligence prevede ulteriori riduzioni delle stime dell’EPS per il 2023 di LVMH, dato che l’impatto negativo dell’8% del cambio valutario nel 3Q dovrebbe estendersi anche al 4Q.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo