Polonia: banca centrale taglia tassi di 25 bp
La Banca Centrale della Polonia ha deciso di ridurre il tasso d’interesse principale dello 0,25%, portandolo al 5,75%. Questa mossa è in linea con le previsioni di 16 dei 33 economisti intervistati da Bloomberg e arriva in seguito al taglio sorprendentemente brusco di settembre (-75 punti base), che ha portato la valuta locale, lo sloty, ad un forte deprezzamento.
Il calo dello zloty aveva indotto il governatore Adam Glapinski a dichiarare che le possibilitĂ di ulteriori tagli si erano notevolmente ridotte. Nel frattempo, il governo ha aperto alla possibilitĂ di un intervento per stabilizzare la valuta.
L’inflazione è diminuita per il settimo mese consecutivo, passando all’8,2% a settembre. Prima dell’annuncio odierno, gli economisti erano divisi: nove prevedevano un taglio di 50 punti base e uno scommetteva su un movimento di tre quarti di punto come quello di settembre. Sette economisti non prevedevano cambiamenti.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo