State Street prevede taglio tassi dell’1% dalla Fed nel 2024
State Street Global Advisors si contrappone al mantra “più alti per più tempo” che sta prendendo piede nei mercati obbligazionari globali. La divisione investimenti ci State street scommette infatti che la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse di almeno un punto percentuale nel 2024, il doppio di quanto i mercati stanno attualmente prevedendo, in risposta a un ulteriore rallentamento della crescita e dell’inflazione.
“Prevediamo almeno quattro tagli dei tassi, quindi 100 punti base e forse anche 200”, ha affermato Lori Heinel, Chief Investment Officer dell’azienda. L’asset manager che gestisce 3,6 trilioni di dollari di attività ha acquistato più titoli del Tesoro a lunga scadenza sulla base di questa previsione.
Heinel sostiene che la Fed ha concluso il suo ciclo di rialzi e che la politica sia abbastanza restrittiva, considerando il ritardo con cui si verifica l’effetto di trasmissione. Su questa base, prevede che la crescita economica degli Stati Uniti rallenti all’1,1% il prossimo anno, con un’inflazione in calo sotto il 3%.
Questo punto di vista contrarian contrasta con le aspettative che dominano i mercati e che hanno portato i trader a ridurre le scommesse sui tagli dei tassi della Fed del prossimo anno da 150 punti base di due mesi fa a mezzo punto attuale. Il cambio di narrativa ha scatenato un feroce sell-off sull’obbligazionario a lunga scadenza, spingendo i rendimenti su massimi pluriennali.
Nonostante il rallentamento dell’economia, Heinel vede una domanda dei consumatori relativamente resiliente, che aiuta a sostenere Wall Street. Nel frattempo, ha abbassato ad underweight il giudizio sull’azionario europeo, data la vulnerabilità energetica della regione, e mantenuto un’outlook negativo sull’Asia, considerando il deludente recupero post-pandemico della Cina.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo