Pierrel: ricavi +32% nel 1° semestre, conferma obiettivi 2023
La società farmaceutica Pierrel ha approvato i risultati al 30 giugno 2023, che evidenziano un incremento dei ricavi del 32% su base annua a 14,3 milioni.
Questa crescita è attribuibile ad un aumento dei volumi e, soprattutto, ad un incremento dei prezzi di vendita dei prodotti, in particolare quelli a marchio proprio.
L’Ebitda è positivo per circa 2,9 milioni, in netto miglioramento da 0,9 milioni del periodo di confronto.
Il risultato netto è positivo per 1,3 milioni, a fronte di una perdita netta di 0,5 milioni al 30 giugno 2022, grazie anche alla riduzione degli oneri finanziari netti.
La posizione finanziaria netta è negativa per circa 24,4 milioni, in peggioramento da 21,1 milioni al 31 dicembre 2022, principalmente per via del calo delle disponibilità liquide nel primo semestre 2023.
Guardando al futuro, il Cda conferma i principali obiettivi economico-finanziari per l’anno 2023, che prevedono ricavi tra i 39-43 milioni e un Ebitda positivo tra i 7-8 milioni.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo