Eurozona: Pmi settembre segnalano ancora debolezza
La lettura preliminare di settembre dell’indice Pmi manifatturiero dell’eurozona mostra un lieve peggioramento, da 43,5 a 43,4 punti, rispetto a 44,0 del consensus.
Il Pmi servizi segnala un miglioramento da 47,9 a 48,4, contro 47,6 attesi dagli analisti.
Infine, il Pmi composito si attesta a 47,1 punti, dai 46,7 di agosto, a fronte di 46,5 delle aspettative.
L’attività economica complessiva resta in contrazione, malgrado un parziale miglioramento, con un recupero nei servizi e un ulteriore deterioramento della manifattura.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo