Sesa: continua la crescita di ricavi e redditività nel 1Q 2024
Sesa, operatore di riferimento nel settore dell’innovazione tecnologica
e dei servizi informatici e digitali per il segmento business, continua la sua crescita positiva anche nel primo trimestre dell’esercizio 2024 (chiusura il 30 aprile).
Nel Q1 2024, i ricavi e gli altri proventi consolidati hanno raggiunto i 776,4 milioni, registrando un incremento del 15,9% rispetto al periodo corrispondente dell’anno scorso.
Non solo i ricavi, ma anche l’Ebitda consolidato di Sesa ha mostrato un aumento impressionante. Con 55,8 milioni, l’incremento è del 17,2% e porta l’Ebitda margin al 7,2% rispetto al 7,1% dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto adjusted di gruppo ha raggiunto i 26,5 milioni, con un aumento dell’11,1% su base annua.
La posizione finanziaria netta consolidata è attiva per 208,5 milioni, rispetto ai 208,3 milioni al 31 luglio 2022.
Sesa ha anche mostrato un aumento nelle risorse umane del Gruppo, che sono salite a 5.188 al 31 luglio 2023, segnando un aumento del 19,6% rispetto all’anno precedente.
Guardando al futuro, l’outlook per il FY 2024 rimane favorevole, con un target di ricavi nel range compreso tra 3,2 e 3,3 miliardi, e di Ebitda tra 240 e 250 milioni per una crescita di Ebitda nel range compreso tra +15% e +20% a/a.
Breaking news
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La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo