Petrolio in rialzo, Brent sopra i 92$ al barile
Riprende con forza il rally del petrolio, che torna così sui massimi degli ultimi dieci mesi, a seguito dei tagli alla produzione da parte dei leader del cartello Opec+.
Il future sul Brent ha superato i 92 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate viaggia oltre 89 dollari, con nuovi record quest’anno per entrambi.
Gli aumenti si stanno già riflettendo sui mercati del carburante, con i prezzi della benzina negli Stati Uniti ai massimi livelli stagionali in un decennio e il diesel – il carburante trainante dell’economia globale – che ha superato i 1.000 dollari a tonnellata in Europa.
I mercati petroliferi potrebbero sperimentare un deficit di 3,3 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre (il mercato più ristretto da oltre un decennio), secondo un rapporto pubblicato oggi dall’Opec.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo