Aestas: aumento di capitale in vista dell’IPO su Euronext Paris
Aestas, la società di consulenza diretta da Giulio Sapelli, Presidente, Giuseppe Spaziani, amministratore delegato, e Piergiorgio Giuliani, prevede di fare il suo debutto su Euronext Paris entro il 2023. Per raggiungere questo importante traguardo, l’azienda ha intrapreso la strada dell’aumento di capitale attraverso l’equity crowdfunding.
La piattaforma scelta per la raccolta di fondi è CrowdFundMe. Aestas punta a raccogliere un montante massimo di 5 milioni di euro. Questa mossa strategica si prefigge di sostenere la crescita dell’azienda, che nel 2022 ha registrato un aumento del fatturato del 366% rispetto all’anno precedente, attestandosi a circa 4 milioni di euro.
A conferma della salute dell’azienda, l’EBITDA si è attestato a circa 1 milione, con un margine EBITDA del 23,3%, ed il Risultato Netto a 0,5 milioni. Aestas continua la sua ascesa, confermandosi una realtà in continua espansione e crescita. L’IPO su Euronext Paris rappresenta un ulteriore passo verso il successo.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo