Apertura flat per Piazza Affari
Partenza poco mossa per i listini azionari in Europa. A Piazza Affari, il Ftse Mib è pressoché invariato (-0,04%) a 28.514 punti. Ben intonate Telecom Italia (+0,7%), Amplifon (+0,7%) e Stellantis (+0,6%), in calo Tenaris (-0,8%), Mps (-0,8%) e Iveco Group (-0,7%).
In mattinata verrà diffuso l’indice Zew che misura le prospettive dell’economia tedesca, dopo i dati del Regno Unito che hanno evidenziato una crescita oltre le attese dei salari e un aumento della disoccupazione.
Il focus però resta rivolto soprattutto al report di domani sull’inflazione statunitense e alla riunione di giovedì della Bce.
Sul Forex, l’euro/dollaro viaggia in area 1,073 mentre il dollaro/yen si riavvicina a quota 147. Tra le materie prime il petrolio (Brent) mantiene i guadagni accumulati nelle ultime sedute, portandosi a 90,8 dollari al barile.
Sull’obbligazionario europeo, spread Btp-Bund poco mosso a 175 punti base, con il decennale italiano al 4,37%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo