BofA: rischi per azionario da aspettative tassi elevati
La prospettiva di tassi d’interesse elevati per un periodo prolungato potrebbe minare le possibilità di un “atterraggio morbido” per l’economia americana e innescare vendite sull’azionario nei prossimi due mesi. Questa è la previsione degli strategist di Bank of America, guidati da Michael Hartnett.
La probabilità condivisa di un atterraggio duro è “circa il 20%”, ma l’aumento dei rendimenti obbligazionari, del dollaro e del petrolio, insieme a condizioni finanziarie più rigide, “rappresentano il rischio per i mesi di settembre-ottobre”.
Quest’anno il mercato azionario ha beneficiato della prospettiva di un atterraggio morbido e di una Fed prossima a concludere il suo ciclo restrittivo. Tuttavia, lo scenario mostra qualche crepa, con i funzionari della banca centrale che mantengono posizioni “hawkish”, i rendimenti obbligazionari in rialzo e il petrolio in rialzo che rischia di mantenere elevate le pressioni inflazionistiche.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo