Wall Street apre in lieve calo
Partenza debole a Wall Street per gli indici Dow Jones (flat), S&P500 (-0,1%) e Nasdaq (-0,4%).
Il dollaro è salito ai massimi da marzo, con l’euro/dollaro a 1,074, mentre i rendimenti dei Treasury viaggiano in rialzo, con il decennale al 4,22%, in scia alle scommesse sul fatto che i tassi di interesse rimarranno elevati anche se la Federal Reserve interromperà il suo ciclo di inasprimento a settembre.
Il petrolio Brent è salito a 90 dollari al barile per la prima volta da novembre, dopo che Arabia Saudita e Russia hanno esteso i tagli all’offerta.
Il governatore della Fed, Christopher Waller, ha affermato che i politici possono permettersi di “procedere con cautela” con gli aumenti dei tassi di interesse, dopo i dati recenti che mostrano un’inflazione in diminuzione.
Focus infine sull’ipo di Arm, da cui la controllante Softbank punta a raccogliere 4,87 miliardi, meno delle stime iniziali.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo