Morgan Stanley: cambia prospettiva Bce dopo i dati sull’inflazione
Secondo gli economisti di Morgan Stanley, i recenti dati economici influenzeranno le decisioni della Bce, che non dovrebbe aumentare ulteriormente i tassi di interesse.
I report di questa settimana hanno mostrato un rallentamento dell’inflazione nei servizi nell’area euro, segno di un’economia che si sta deteriorando rapidamente. Questo scenario dovrebbe indurre i responsabili delle politiche a optare per una pausa nel ciclo restrittivo per questo mese.
Gli economisti della banca d’investimento statunitense avevano precedentemente previsto un ulteriore aumento a settembre. Tuttavia, ora si aspettano che l’aumento del tasso di luglio, il nono consecutivo, sia stato l’ultimo. “Crediamo che la BCE deciderà di fare una pausa a settembre. Ora vediamo il tasso finale al 3,75%”, hanno scritto in una nota ai clienti.
Gli analisti pongono l’accento proprio sul calo dell’inflazione nei servizi ad agosto, al 5,5% dal 5,6% precedente, come fattore chiave a sostegno della tesi che il picco dell’inflazione core, che esclude i componenti più volatili come energia e cibo, sia ormai superato.
Secondo la banca d’affari americana, l’attuale situazione macroeconomica sta diventando particolarmente favorevole per i rendimenti reali, che escludono l’inflazione, data la “diminuzione del rischio di inflazione persistente mentre ci avviciniamo alla fine del ciclo di rialzo della Bce”. Gli strategist consigliano di investire in obbligazioni francesi legate all’inflazione con scadenza nel 2031.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo