Renault: possibile Ipo controllata Ampere nella primavera 2024
Renault ha delineato i suoi piani per la quotazione in Borsa della sua controllata Ampere, specializzata in veicoli elettrici. L’annuncio è stato fatto dal CEO Luca de Meo durante un’intervista con l’emittente francese Bfm TV. La quotazione è prevista per la primavera del 2024, con Renault che intende separare Ampere dal resto del gruppo a partire dall’1 novembre di quest’anno.
“La nostra intenzione è quella di separarci e, successivamente, valutare se le condizioni sono idonee per procedere con la quotazione in Borsa”, ha affermato De Meo, indicando la primavera del 2024 come possibile periodo per la quotazione. Durante la presentazione del nuovo piano strategico a novembre 2022, Renault aveva annunciato l’intenzione di quotare Ampere su Euronext Paris nel secondo semestre del 2023.
La casa automobilistica francese manterrà una forte maggioranza, contando sul supporto di potenziali investitori strategici, tra cui Qualcomm Technologies. De Meo ha inoltre aggiunto che un’operazione simile è stata effettuata con successo con Horse, la filiale dedicata ai motori termici e ibridi. La separazione di Horse è diventata effettiva il 1° luglio, dopo un’operazione complessa che ha richiesto la rinegoziazione di 20 mila contratti di fornitura.
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La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo