BCE, banche: in aumento inasprimento delle condizioni di prestito
Le normative creditizie, o criteri di approvazione dei prestiti interni delle banche, hanno registrato un inasprimento nel secondo trimestre del 2023 per quanto riguarda i prestiti e le linee di credito alle imprese. Questo fenomeno si è verificato nell’area dell’euro, come emerge dal recente Bank Lending Survey (BLS) della Banca Centrale Europea (BCE).
Tuttavia, l’inasprimento delle condizioni di prestito nel secondo trimestre del 2023 è stato meno intenso rispetto al trimestre precedente. La percentuale netta di banche che hanno segnalato un aumento della severità è stata del 14%, un calo rispetto al 27% registrato nel primo trimestre dell’anno.
Questo trend si è rivelato in linea con le previsioni delle banche. L’indagine ha confermato che le aspettative delle banche riguardo all’inasprimento dei criteri di prestito erano corrette. Questi risultati, rilevati dal BLS della BCE nel mese di luglio, offrono un quadro chiaro della situazione creditizia nel secondo trimestre del 2023.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo