Svizzera: nuova legge per garantire liquidità alle grandi banche in crisi
La Svizzera intende garantire, tramite una nuova legge, che le banche di rilevanza sistemica (SIB) possano disporre di fondi sufficienti per far fronte a gravi crisi finanziarie. Tale decisione giunge in seguito al caso Credit Suisse, che ha evidenziato la necessità di un’adeguata protezione statale.
Il Consiglio federale elvetico ha annunciato l’intenzione di introdurre una garanzia statale della liquidità (public liquidity backstop, PLB) per le SIB. Già nel marzo dello scorso anno, il governo di Berna aveva espresso la volontà di creare una legge sistemica, ma non è riuscito a farlo in tempo per il salvataggio di Credit Suisse, ricorrendo così alla normativa d’urgenza. Per questo motivo, è stata avviata una consultazione per definire le basi legali necessarie all’implementazione di questo strumento nel diritto ordinario.
La procedura di consultazione, a causa dell’urgenza della situazione, sarà abbreviata e si svolgerà dal 25 maggio al 21 giugno, come precisato dal Consiglio federale. L’obiettivo è di garantire una maggiore sicurezza e stabilità al sistema bancario svizzero, tutelando sia le istituzioni che i risparmiatori.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play