Minute Fed: diversi membri favorevoli a pausa a giugno
La Fed è divisa sulle prossime mosse di politica monetaria. Molti membri del Fomc spingono per una pausa nel ciclo restrittivo, mentre altri chiedono di proseguire nei rialzi dei tassi per cercare di frenare l’inflazione. È quanto emerge dai verbali relativi alla riunione del 2 e 3 maggio.
I responsabili politici hanno dichiarato di essere incerti su quanto sia necessario inasprire ulteriormente la politica. Inoltre, stanno soppesando i progressi più lenti del previsto sull’inflazione e la resilienza del mercato del lavoro rispetto alla probabilità di una stretta nel settore del credito, a seguito delle recenti turbolenze bancarie.
I verbali confermano quanto affermato da Powell e colleghi dopo la riunione. I funzionari possono permettersi una pausa nel ciclo di rialzo dei tassi nella riunione del 13-14 giugno, in attesa di valutare nuovi dati e l’evoluzione del credit crunch.
Inoltre, lo staff della Fed mantiene la previsione di una ‘lieve’ recessione nel 2023 e auspica un accordo tempestivo sul tetto del debito statunitense. Da sottolineare, infine, il consenso dei funzionari nell’escludere la possibilità di un taglio dei tassi nel 2023.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play