Nvidia, Ceo: “Danni enormi da battaglia Usa-Cina su chip”
L’amministratore delegato di Nvidia, la società di semiconduttori più capitalizzata del mondo (739 miliardi di dollari), ha lanciato un monito sui pericoli per l’industria tech statunitense dalla battaglia sui chip tra Stati Uniti e Cina.
In un’intervista al Financial Times, Jensen Huang ha detto che i vincoli alle esportazioni Usa introdotti dall’amministrazione Biden per rallentare la produzione cinese rischiano di creare “danni enormi”, in quando limitano le vendite in uno dei maggiori mercati mondiali, lasciando le aziende di chip della Silicon Valley “con le mani legate”.
Allo stesso tempo, ha aggiunto, le aziende cinesi hanno cominciato a produrre in proprio i chip, divenendo rivali di Nvidia nel gaming, nella grafica e nell’intelligenza artificiale.
Pechino ha inoltre annunciato il divieto per le società cinesi di usare i semiconduttori di Micron Technology per le sue infrastrutture essenziali, come ritorsione nei confronti di Washington.
Il titolo di Nvidia cede oggi l’1,5%, in attesa della pubblicazione della sua trimestrale, prevista a mercati chiusi.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.