Pre-aperture Borse europee 24 maggio 2023
Le principali Borse europee si preparano a un avvio di giornata in ribasso, con gli investitori che restano sotto pressione per le incerte trattative sul tema del tetto del debito negli Usa. Il presidente della Camera Kevin McCarthy ha dichiarato di avere avuto una discussione “produttiva” con il presidente Joe Biden lunedì scorso, ma ieri ci sono state poche indicazioni sui progressi nei negoziati.
Intanto sono arrivate buone notizie dall’inflazione britannica. I prezzi al consumo in UK sono scesi per la prima volta dallo scorso agosto al di sotto della soglia del 10%, attestandosi ad aprile all’8,7% (consensus Reuters a 8,2%). Tra i dati da monitorare oggi l’Ifo tedesco per il mese di maggio atteso in frenata ma anche le minute della Fed in uscita stasera.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play