Ocse: in calo fabbisogno di prestiti
Il fabbisogno di prestiti dei paesi OCSE ha registrato un calo superiore al 20% nel 2022, rispetto ai massimi raggiunti durante la pandemia di COVID-19 nel 2020. Parallelamente, il debito in essere è sceso dall’88% all’83% del PIL nello stesso arco temporale. Tuttavia, la crisi ucraina ha interrotto questa tendenza positiva e, come riportato dal Sovereign Borrowing Outlook 2023 dell’OCSE, l’emissione di debito dovrebbe subire un incremento nel 2023, a causa delle misure straordinarie di finanza pubblica adottate da molti paesi per proteggere famiglie e imprese dall’aumento dei costi.
Nonostante il trend in discesa degli ultimi due anni, i livelli di indebitamento rimangono significativamente elevati se confrontati con quelli pre-pandemia.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play