Mester (Fed): “Tassi non ancora sufficientemente restrittivi”
La Federal Reserve deve ancora raggiungere un livello di tassi di interesse sufficientemente restrittivi. Ad affermarlo è Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, suggerendo la propria preferenza per un ulteriore inasprimento della politica monetaria statunitense.
“A questo punto, sulla base dei dati osservati finora e data l’ostinata l’inflazione, non si può affermare che i tassi siano ad un livello tale per cui nella prossima riunione sia altrettanto probabile un aumento o una diminuzione dei tassi”, ha dichiarato Loretta Mester.
Mester, che quest’anno non vota in merito alla politica monetaria, non ha comunque espressamente sostenuto un aumento dei tassi nella prossima riunione del 13-14 giugno, osservando che prima del meeting verranno diffusi diversi dati economici.
Le attese degli analisti sono per una pausa nel ciclo restrittivo, dopo l’ultimo ritocco di 25 bp che ha portato il costo del denaro nell’intervallo compreso tra il 5% e il 5,25%.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo