Settore statale: Mef, a gennaio fabbisogno di 900 mln
A gennaio il saldo del settore statale si è chiuso, in via provvisoria, con un fabbisogno di 900 milioni di euro, con un miglioramento di circa 3.000 milioni rispetto al corrispondente valore di gennaio 2021, che si era chiuso con un fabbisogno di 3.908 milioni. Lo rende noto il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) spiegando che “nel confronto con il corrispondente mese del 2021, il saldo ha beneficiato dell’andamento positivo degli incassi fiscali legato all’effetto della congiuntura e all’aumento dell’Iva sulle importazioni”. Dal lato dei pagamenti, precisa il Tesoro, si registra un lieve incremento rispetto al valore dello scorso anno dovuto ai maggiori pagamenti delle Amministrazioni centrali e territoriali parzialmente compensati dai minori versamenti al bilancio comunitario. La spesa per interessi sui titoli di Stato è in linea con il valore dello stesso mese dell’anno precedente.
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La Borsa di Hong Kong ha chiuso in rialzo grazie all’ottimismo nei settori tecnologico e dei semiconduttori, influenzato dalle indicazioni di Alphabet sull’aumento della spesa in conto capitale. Tuttavia, il rincaro del petrolio ha frenato ulteriori guadagni. Anche la Borsa di Shanghai ha registrato un incremento, sostenuta dai titoli tech e semiconduttori.
Leonteq annuncia un ritorno all’utile nel primo semestre del 2026, grazie a un miglioramento del mix di ricavi e a una serie di iniziative strategiche. L’azienda ha registrato un aumento del 37% dell’utile netto e un turnover della piattaforma in crescita del 10%.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento dello 0,46%, trainata dai titoli del settore chip e semiconduttori. Alphabet ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale, alimentando l’ottimismo per la domanda di hardware per l’intelligenza artificiale. Anche la debolezza dello yen ha favorito gli scambi.
UniCredit archivia la prima metà del 2026 con numeri record, confermando la solida traiettoria di crescita del Gruppo. Il primo semestre si è chiuso con un utile netto di 6,1 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente