Bankitalia: imprese, sale indebitamento bancario nel 2020
Secondo i dati aggregati dei conti finanziari, alla fine del 2020 l’indebitamento complessivo del settore delle società non finanziarie era aumentato di 36 miliardi (+3,3 per cento) rispetto alla fine del 2019 a causa dell’incremento di prestiti bancari a medio e lungo termine per 82 miliardi (+19 per cento), presumibilmente sostenuto dalle numerose misure governative varate nel corso dell’anno per sostenere le imprese. È quanto si apprende dalla pubblicazione della serie “Note Covid-19”, dal titolo “Indebitamento e liquidità delle imprese nel 2020: evidenze su microdati di impresa”.
“A tale andamento – spiega Bankitalia – si sono associati un incremento pari a 55 miliardi delle attività finanziarie, che sostanzialmente ha riflesso l’eccezionale aumento dei depositi bancari (86 miliardi, pari al 28 per cento) e quello meno intenso ma altrettanto inconsueto delle consistenze di titoli a medio e lungo termine (10 miliardi, in crescita del 18 per cento rispetto al 2019), e un saldo finanziario positivo per 38 miliardi”.
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Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
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Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.