Case: stretta Ue costerebbe 120 mld in 10 anni, almeno 16 milioni gli immobili interessati
La proposta della Commissione Europea di istituire l’obbligo di rinnovo energetico prima della vendita per edifici e abitazioni, avrebbe un costo per i cittadini italiani pari a circa 120 miliardi di euro in 10 anni, e coinvolgerebbe almeno 16 milioni di immobili. Lo afferma il Codacons, che torna ad attaccare la misura al vaglio dell’Unione Europea.
In base ai dati forniti da Enea, in Italia 1 immobile su 3 rientra in classe energetica “G” e di conseguenza, se passasse la proposta dell’Ue, non potrebbe essere né venduto né affittato se non sottoposto a lavori di efficientamento energetico – spiega il Codacons – Questo significa che almeno 16 milioni di abitazioni, escluse le pertinenze, dovrebbero subire lavori di ristrutturazione da qui al 2030, con un costo complessivo per gli interventi di riqualificazione pari a circa 120 miliardi di euro in 10 anni.
Una spesa insostenibile per milioni di famiglie italiane, che da un lato farebbe schizzare alle stelle i prezzi degli immobili, dall’altro aprirebbe contenziosi di natura legale: si pensi al caso di chi eredita un immobile, o ai condomini dove abitano più persone che dovranno trovare un accordo sui lavori da eseguire.
“Chiediamo al Governo italiano di attivarsi per bloccare una misura che rappresenta sotto ogni punto di vista una follia – afferma il presidente Carlo Rienzi – In caso contrario, saranno inevitabili i ricorsi del Codacons per conto dei proprietari di immobili contro un provvedimento che si pone in netto contrasto con la Costituzione Italiana, e che è destinato a decadere davanti alla giustizia”.
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Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.