Banche, Moody’s: aumento NPL sarà consistente
L’aumento degli NPL delle banche italiane sarà “consistente” e il deterioramento della qualità degli attivi degli istituti inizierà nel 2022. Così quanto emerge da un nuovo report del Moody’s Investors Service.
L’aumento degli NPL sia consistente, vista la quota relativamente alta di prestiti ancora soggetti a moratoria in Italia”, ma non pensa che l’ammontare dei crediti problematici delle banche torni al suo picco storico. Vista la decisione del governo italiano del 20 maggio di estendere la moratoria sui prestiti di sei mesi fino a dicembre 2021, la maggior parte del deterioramento della qualità degli attivi “inizierà probabilmente nel 2022”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.