Giappone a luci e ombre: giù la produzione industriale, ma l’export mette il turbo
Dati macro a luce e ombra per il Giappone. A febbraio la produzione industriale del Giappone ha segnato una contrazione mensile dell’1,3%. Lo ha reso noto il ministro dell’economia e del commercio giapponese secondo cui, su base annuale, il calo è stata pari 2 per cento. Il dato mensile risulta superiore alla lettura preliminare, che indicava una flessione del 2,1%.
Segnali di miglioramento arrivano dal commercio con l’estero. A marzo, le esportazioni sono aumentate del 16,1% a marzo su base annua, dopo il calo del 4,5% registrato in febbraio. Lo ha reso noto il Ministero delle Finanze secondo cui si tratta del maggior incremento dal novembre del 2017. Le importazioni, invece, hanno guadagnato il 5,7% tendenziale dopo un aumento dell’11,8% nel mese precedente.
La bilancia commerciale ha registrato un avanzo di 663,7 miliardi di yen (6,11 miliardi di dollari).
Breaking news
Apertura all’insegna della cautela a Wall Street in attesa della decisione odierna della Federal Reserve sui tassi. All’avvio delle contrattazioni il Dow Jones sale dello 0,04% a 52.031,24 punti, il Nasdaq avanza dello 0,45% a 26.500,87 punti, mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,06% a 7.516,13 punti.
Eni e Fincantieri rafforzano la collaborazione nel settore delle tecnologie subacquee. Le due società hanno annunciato la firma di un accordo per la valorizzazione di Clean Sea, tecnologia proprietaria sviluppata da Eni per il monitoraggio dell’ecosistema marino e delle infrastrutture offshore
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti mostrano un calo del 3,8% nella settimana al 12 giugno, dopo un incremento del 10,8% nella settimana precedente. Anche le richieste di rifinanziamento e le nuove domande diminuiscono, rispettivamente del 4,5% e del 3,4%. I tassi sui mutui trentennali restano stabili al 6,6%, secondo la Mortgage Bankers Association.
Eni ha comunicato l’acquisto di oltre 4 milioni di azioni proprie sull’Euronext Milan, parte di un programma di buyback per offrire un ritorno aggiuntivo agli azionisti. L’operazione rappresenta lo 0,14% del capitale sociale, con un investimento totale di quasi 100 milioni di euro.