Usa, recupera la produzione industriale a marzo
La produzione industriale negli Stati Uniti è aumentata dell’1,4% a marzo, dopo il calo del 2,6% registrato nel mese precedente, lo ha reso noto la Federal Reserve.
Il guadagno di marzo è stato di poco inferiore alle aspettative di Wall Street, che attendevano di un guadagno del 2,7%.
La produzione manifatturiera è aumentata del 2,7% a marzo, dopo un calo del 3,7% nel mese precedente, mentre a produzione di autoveicoli e componenti è aumentata del 2,8% dopo essere scesa del 10% a febbraio.
L’utilizzo della capacità è salita a 74,4 punti dai 73,4 di febbraio.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.