Bankitalia: prestiti banche in aumento, salgono depositi
Lo scorso dicembre i prestiti al settore privato hanno segnato un aumento del 4,7 per cento sui dodici mesi. Lo rende noto Bankitalia aggiungendo che i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,2 per cento sui dodici mesi (2,3% in novembre) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’8,5 per cento (8,1% nel mese precedente).
Nello stesso mese, i depositi del settore privato sono cresciuti dell’11,1 per cento sui dodici mesi (contro l’8,7% in novembre); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 7,6 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-9,0 in novembre).
Le sofferenze, invece, sono diminuite del 19,5 per cento sui dodici mesi (in novembre la riduzione era stata dell’11,9 per cento) per ‘effetto di operazioni di cartolarizzazione.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.