Cina: torna a salire l’inflazione a dicembre (al 2,5% nel 2020)
Dopo il calo del mese precedente, nel mese di dicembre torna a salire l’inflazione in Cina. Su base mensile la crescita è stata dello 0,7% rispetto al mese precedente, mentre su basa annua si registra un aumento dello 0,2%.
Il dato di dicembre è superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita zero dell’inflazione e si confronta con il calo dello 0,5% a novembre, il più basso da dieci anni.
Nell’intero 2020, l’inflazione cinese ha segnato un aumento del 2,5%, ben al di sotto dell’obiettivo del governo di circa il 3,5%.
Nel frattempo, l’indice dei prezzi alla produzione cinese è sceso dello 0,4% a dicembre, meglio del calo dello 0,8% previsto dagli economisti.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.