Meeting Bce, per Mirabaud Am in arrivo ulteriori misure di allentamento
In attesa della riunione della Bce di dicembre in calendario giovedì 11 gli analisti si stanno interrogando su cosa verrà deciso dall’Eurotower.
Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud Asset Management “la BCE annuncerà un aumento significativo del PEPP, iI programma di acquisto di asset, di almeno 400 miliardi di euro e offrirà alle banche nuovi programmi di supporto al credito a basso costo. È improbabile che il tasso negativo sui depositi venga modificato, mentre le nuove proiezioni interne includeranno probabilmente una significativa revisione al ribasso dell’attività economica attuale, in quanto i sondaggi di novembre indicano che nel quarto trimestre l’economia si sta nuovamente contraendo”.
“Una grande sfida riguarderà la comunicazione. In primo luogo, saranno fatte delle osservazioni precise sulla forza dell’euro, che penalizza ulteriormente i prezzi delle merci importate e di conseguenza l’inflazione?
Un secondo punto riguarda il fatto che lo stimolo monetario è più efficace in una situazione di crisi acuta, ma meno nel rilanciare l’attività – ed eventualmente l’inflazione – quando è già estremamente accomodante. Sarà quindi importante il modo in cui la BCE comunicherà la strategia con cui intende procedere per aumentare gradualmente l’inflazione, anche se mancherà il target di ‘vicino ma inferiore al 2%’ in un orizzonte di lungo periodo” chiariscono da Mirabaud Asset Management.
Breaking news
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.