Istat: indice fatturato dei servizi aumenta nel terzo trimestre
Nel terzo trimestre 2020 si stima che l’indice destagionalizzato del fatturato dei servizi aumenti del 26,7% rispetto al trimestre precedente. Così rende noto l’Istat secondo cui l’indice generale grezzo registra una diminuzione, in termini tendenziali, del 6,9%.
L’indice del fatturato dei servizi nel terzo trimestre 2020 mostra una netta ripresa, registrando variazioni congiunturali positive in tutti i settori. In particolare l’incremento maggiore riguarda le attività dei servizi di alloggio e ristorazione che mostrano un balzo del 161,9%. Forti aumenti contraddistinguono anche le attività professionali, scientifiche e tecniche (+27,4%), il commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+26,0%), il trasporto e magazzinaggio (+20,9%), le agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+16,7%). L’aumento più contenuto riguarda i servizi di informazione e comunicazione (+9,4%).
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.