Market mover: l’agenda di venerdì 6 novembre
Finale d’ottava ricco di dati. Venerdì 6 novembre in Europa in evidenza la produzione industriale tedesca e le vendite al dettaglio in Italia. Ma il market mover di giornata sono i dati sul mercato del lavoro statunitense che verranno diffusi a partire dalle 14:30. Il dipartimento del lavoro Usa diffonderà il tasso di disoccupazione, il salario orario e non-farm payrolls.
“Uno degli aspetti più incoraggianti del rimbalzo dell’economia statunitense negli ultimi mesi è stato il tasso di disoccupazione che dai picchi di aprile del 14,7% è passato al 7,9% di settembre. Questa tendenza dovrebbe continuare in ottobre con un ulteriore calo al 7,7%”, segnala Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK, sottolineando però che i numeri della disoccupazione raccontano solo una parte della storia, con una partecipazione alla forza lavoro inferiore del 2% rispetto a inizio anno.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.