Anima: a settembre raccolta netta tocca 103 milioni di euro
Positiva la raccolta netta di risparmio gestito (escluse le deleghe assicurative di Ramo I) del Gruppo Anima che nel mese di settembre è pari a circa 103 milioni di euro, per un totale da inizio anno positivo
per circa 1,2 miliardi di euro.
A fine settembre le masse gestite complessive del Gruppo guidato da Alessandro Melzi d’Eril, ammontano a oltre 188 miliardi di euro, in incremento di oltre 2 miliardi di euro rispetto al valore di fine 2019.
“Chiudiamo anche il mese di settembre con un dato di raccolta positivo, nonostante l’attività commerciale dei nostri principali partner e l’atteggiamento della clientela restino caratterizzati da un’estrema cautela nelle scelte di investimento; guardiamo all’ultimo trimestre dell’anno con fiducia e siamo convinti che, se i mercati e l’attività non saranno turbati da fattori legati al riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria, i flussi vedranno un miglioramento stante il continuo aumento della liquidità giacente sui depositi nel nostro paese”, ha commentato Alessandro Melzi d’Eril, Amministratore Delegato di ANIMA Holding
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.