GIMME5: risparmiare investendo su un fondo PIR a partire da pochi euro
Risparmiare investendo su un fondo PIR a partire da pochi euro, attraverso un Piano di Accumulo dinamico e libero da qualsiasi vincolo di importo o durata tipici dei PAC tradizionali.
Questa la proposta lanciata da GIMME5, la soluzione digitale per risparmiare investendo anche piccole somme. Da oggi i clienti potranno accedere ai fondi PIR AcomeA Italia (azionario) e AcomeA Patrimoni Esente (flessibile). Con Gimme5 viene quindi ulteriormente “democratizzato” l’accesso ai PIR che per la prima volta saranno accessibili tramite APP e a partire da 5 euro con un piano d’accumulo del tutto libero e flessibile.
Il cliente Gimme5 può infatti attivare un PAC su un fondo PIR a partire da piccolissime somme, libero da qualsiasi vincolo di importo o di durata e del tutto dinamico rispetto ai PAC tradizionali potendo impostare, attraverso semplici regole automatiche, investimenti ricorrenti o decidere in aggiunta di effettuare versamenti liberi a seconda del periodo e della disponibilità di risparmio.
Gimme5 è da sempre in prima linea nella promozione di iniziative che incentivano e agevolano il risparmio. In quest’ottica abbiamo voluto rendere alla portata di tutti anche i PIR, soluzioni sicuramente interessanti – sia per il loro aspetto “sociale” di sostegno alle PMI, che per l’orizzonte di lungo periodo adatto all’investitore – in particolar modo se approcciati attraverso piccole contribuzioni periodiche. Abbiamo formulato una modalità di accumulo digitale e flessibile, proprio in linea con il nostro DNA. I PIR rappresentano inoltre un importante stimolo per l’economia reale del nostro Paese e, soprattutto in questo particolare momento, permettono anche al piccolo risparmiatore di contribuire, anche con piccole somme, al supporto del Made in Italy” così Flavio Talarico, Head Of Product di Gimme5.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.