Il Pil americano cresce nel quarto trimestre, grazie al ridotto deficit commerciale
L’economia statunitense è cresciuta ad un ritmo del 2,1% su base annua nel quarto trimestre, ottenendo un forte impulso dal deficit commerciale nettamente inferiore rispetto a un anno prima.
Gli economisti intervistati da MarketWatch avevano previsto un aumento del Pil più contenuto, limitato al +1,9%.
La spesa relativa ai consumi, principale componente della crescita Usa, è salita dell’1,8%.
Gli investimenti fissi da parte delle aziende, invece, sono diminuiti dell’1,5%.
La variazione del valore delle scorte o dei beni invenduti è precipitata a soli 6,5 miliardi dai precedenti 69,4 miliardi.
Sul fronte commerciale le esportazioni sono aumentate dell’1,4%, mentre le importazioni hanno registrato un calo dell’8,7%, il più ampio mai registrato dal 2009. Il calo delle importazioni è stato fortemente influenzato dalla guerra commerciale con la Cina ed è attesa un’inversione di tendenza con un potenziale decremento del Pil nel primo trimestre.
La spesa pubblica è aumentata del 2,7% e mentre l’inflazione misurata dall’indice PCE, quello più strettamente monitorato dalla Fed, è cresciuto solo l’1,6% nel trimestre.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.