Bce, Pimco non prevede sconvolgimenti nel prossimo meeting
Nessun cambiamento è atteso nella politica monetaria in occasione della prossima riunione del consiglio direttivo, il 23 gennaio: una visione confermata anche da Konstantin Veit, Senior Portfolio Manager European Rates di Pimco. Un quandro macroeconomico sostanzialmente invariato è il primo degli elementi che spingono l’esperto a ritenere che i tassi resteranno ai livelli attuali e che in futuro è più probabile che scendano piuttosto che salire.
Pimco si aspetta inoltre che la conferenza stampa si concentri ancora una volta sulla revisione della strategia della Bce, senza che la Presidente Lagarde offra molte altre informazioni in questa prima fase del processo. Mentre il mandato sulla stabilità dei prezzi non cambierà, evidenzia Veit, la Bce potrebbe chiarire/semplificare i numeri relativi alla stabilità dei prezzi, quindi rivedere il modo in cui l’inflazione viene misurata.
“L’attuale configurazione della politica monetaria sta segnalando ai responsabili delle politiche fiscali che la politica dei tassi d’interesse ha raggiunto i suoi limiti, ma gli acquisti di attività saranno lì a supportare la politica fiscale per tutto il tempo necessario. Pertanto, la Bce, come la BoJ, ha consegnato il testimone ai rappresentanti eletti”, ha scritto Veit, “ci aspettiamo che la Bce rimanga in attesa e, a meno di un’apocalisse zombie o di un miracolo nell’inflazione, nessun cambiamento radicale nel corso del 2020”.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.